Beatrice Masini e Sonia Maria Luce Possentini

Il quinto libro della collana Storietalentuose dal titolo “Le piante senza nome” nasce dall’incontro tra Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, Orto botanico di Padova e Carthusia Edizioni.

Il quinto libro della collana Storietalentuose dal titolo “Le piante senza nome” nasce dall’incontro tra Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, Orto botanico di Padova e Carthusia Edizioni.

“Le piante senza nome” è dedicato al tema dell’artigianato legato al mondo affascinante del giardino e delle piante. A fare da sfondo poetico al libro e partner nella sua realizzazione, l’Orto botanico di Padova, fondato nel 1545, celebre per essere il più antico orto botanico del mondo e inserito dall’Unesco nell’elenco dei beni patrimonio dell’umanità.

Rico, il piccolo protagonista della storia, è un bambino che arriva da molto lontano. Della sua vita precedente, quando si chiamava Sami e viveva in un posto caldo con la sua famiglia, gli sono rimasti due semi, diventati piccole piante nel giardino di un mercante veneziano. Con quelle piante in un fagottino e una lettera, Rico parte per l’Orto botanico di Padova, luogo meraviglioso che “raccoglie piante strane e non strane”. Lì il maestro giardiniere “artigiano del verde che conosce le piante e la natura; si occupa della semina, del concime e delle innaffiature; cura le piante che si ammalano, le pota e fa sì che si riproducano, per la gioia di tutti” lo aiuterà a trovare un posto e un nome per quel suo prezioso carico.

A raccontare la storia è la penna creativa di Beatrice Masini, nota per le traduzioni dei libri della saga di Harry Potter, che dialoga in maniera mirabile con le suggestive illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini, che ha al contempo restituito una riproduzione realistica e onirica della vegetazione dell’orto e della sua ambientazione.

Dedicata a un pubblico internazionale è la versione inglese “The plants with no name”, tradotta da Alice Kilgarriff, che è disponibile in libreria contestualmente a quella italiana.