Laura Tonatto, finalista al Prix du Luxe et de la Crèation 2009/2010, è tra i più importanti "nasi" italiani acclamati a livello internazionale.

Intervista con una maestra d'arte molto speciale, che ha appena creato una fragranza esclusiva per Buckingham Palace.

Signora Tonatto, quando e come ha iniziato la sua attività?

Devo dire che sono nata così! Quando ero piccola, mia nonna mi parlava a lungo dell’importanza del profumo di alta qualità: mi raccontava di Guerlain, di come nascono creazioni come il mitico Mitsouko… verso i quindici o i sedici anni a volte i compagni di classe mi prendevano in giro, ma io sapevo molto che cosa avrei voluto fare. Perché “naso” si nasce: senti le persone e le riconosci, annusi ogni cosa prima di mangiare, ti ritrovi in paesaggi olfattivi particolari. Penso sia importante insegnare ai bambini a riconoscere e a scoprire gli odori: quando sbucci un mandarino, per esempio, ci sono già diverse note da avvertire – la buccia, la polpa, i semi… Mia figlia non mi segue molto, da questo punto di vista. Mio figlio invece sì: io non faccio nulla per motivarlo, ma riconosco in lui le stesse curiosità che animavano me da piccola.

La curiosità è sicuramente
una caratteristica fondamentale!

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Trovo che sia certo importante valorizzare i talenti, ma ancor più importante sarebbe valorizzarli quando questi talenti hanno vent’anni, e non quaranta! Compito delle istituzioni dovrebbe essere anche il riconoscimento, il sostegno e la valorizzazione dei giovani talenti davvero eccellenti.

Ha frequentato scuole specializzate? Com’è avvenuta la sua formazione?

Ho frequentato le due scuole più importanti, quella di Grasse e quella del Cairo. Nelle mie creazioni, entrambe queste scuole sono sempre presenti. In Medio Oriente vi è una tradizione millenaria di profumeria ed essenze: al Cairo, per esempio, è del tutto naturale recarsi dall’essenziere del Suk e richiedere, per esempio, un olio al gelsomino per i capelli o una lozione fresca per l’estate. In Occidente è molto diverso. Io ho sempre amato l’arte italiana, e il Barocco romano in particolare: ho dunque trasferito questa passione nel mio lavoro, che ho concretizzato in numerosi progetti per mostre e musei – come quando presentai il quadro “Il suonatore di liuto”di Caravaggio all’Hermitage di San Pietroburgo, nel contesto dell’esposizione “Caravaggio, un quadro, un profumo”.

Come si svolge il suo lavoro? Trova che le nuove tecnologie abbiano portato dei cambiamenti nel suo settore?

Per me la ricerca di fragranze naturali è e resta importantissima. Le tecnologie mi aiutano a scoprire nuove note o essenze per creare, ma per me è imprescindibile il rapporto con materie prime davvero straordinarie, come la rosa di Taif. Credo di aver fatto un buon lavoro con questo fiore, davvero rarissimo: cresce su una collina di Arabia Saudita, e ogni anno se ne raccolgono solo sedici chili, destinati al re. C’è anche questa rosa nella speciale essenza che ho creato per Elisabetta II, e la cui formula deve naturalmente restare segreta!

Un maestro d’arte si riconosce non solo per il talento e la creatività, ma anche per la pazienza, la tenacia e il savoir-faire. Quali sono, a suo avviso, le qualità che un giovane deve possedere per diventare un creatore di profumi?

La curiosità è sicuramente una caratteristica fondamentale!

Come si è evoluta la clientela negli ultimi anni? C’è attenzione per dei prodotti lussuosi e di altissimo artigianato come i suoi?

Devo dire che la clientela è composta naturalmente da grandi conoscitori, da persone che apprezzano la specialità di una fragranza personale. Sono rimasta molto sorpresa nel rendermi conto che ci sono moltissimi uomini tra i miei clienti! Gli uomini si appassionano molto alla possibilità di creare da sé il proprio profumo, come è possibile fare visitando il mio sito www.lauratonatto.it: e spesso lo creano per la persona che amano. Cosa non facile, perché il profumo è decisamente personale e io stessa mi sottopongo a uno sforzo molto inteso, ogni volta che devo realizzare un profumo ad hoc.

In generale, come percepisce il ruolo delle istituzioni della gestione, promozione e protezione dei mestieri d’arte?

Si parla molto di eccellenze, e io stessa sono stata più volte definita “l’eccellenza di Torino, del Piemonte, il naso eccellente italiano” eccetera. Trovo che sia certo importante valorizzare i talenti, ma ancor più importante sarebbe valorizzarli quando questi talenti hanno vent’anni, e non quaranta! Compito delle istituzioni dovrebbe essere anche il riconoscimento, il sostegno e la valorizzazione dei giovani talenti davvero eccellenti.